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Contraffazione sul web: l’Antitrust chiude 50 siti


Un intervento deciso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro il mercato del falso in Rete. L’Antitrust ha, infatti, deciso di chiudere 50 siti web in cui venivano venduti beni di grandi marchi contraffatti, prodotti con materiali non a norma e potenzialmente dannosi per la salute. L’Autorità ha concesso tre giorni per sospendere autonomamente l’attività ai tre gestori, scaduti i quali procederà all’oscuramento dei siti grazie alla collaborazione del gruppo Antitrust del Nucleo speciale mercati della Guardia di Finanza.L’intervento interessa tre soggetti stranieri, Huang Jia (23 nomi a dominio), il NewwfsfNiw (13 nomi a dominio) e Qinghxia Chen (14 nomi a dominio) che prospetterebbero ai consumatori italiani la possibilità di acquistare on-line abbigliamento, scarpe e accessori di grandi marchi come Gucci, Hogan, Moncler, Burberry, Woolrich, Belstaff, Louis Vuitton, Prada, Nike, Carrera e Alviero Martini.L’Antitrust segnala che «i prodotti, secondo le segnalazioni ricevute dall’associazione dei consumatori Adoc e dall’Indicam (Istituto Centromarca per la lotta alla contraffazione), sarebbero contraffatti e potrebbero, addirittura, essere dannosi per la salute». Infatti, secondo l’Autorità, all’interno dei siti web «mancherebbero tutte le informazioni sull’identità e l’indirizzo geografico dei venditori, oltre a qualsiasi indicazione sui diritti previsti a tutela del consumatore nella fase post-vendita. Preclusa, essendo i prodotti contraffatti, anche la possibilità per gli acquirenti di usufruire della garanzia legale di conformità».La contraffazione si conferma un problema che richiede sempre grande attenzione e vigilanza, come confermato anche da una recente ricerca condotta dal Censis tra i giovani di Roma, che indicherebbe che la grande maggioranza (il 74,6%) acquista merce contraffatta. Al primo posto della classifica dei prodotti più venduti nel mercato romano del falso ci sono i capi d’abbigliamento (67,3%), seguiti da cd e dvd (48,3%) e gli accessori, tra cui gli occhiali da sole (31,6%). E se i luoghi privilegiati per l`acquisto di merce contraffatta rimangono le bancarelle (81,2%), i mercati (48%) e la spiaggia (32,7%), Internet richiama il 16,6% dei giovani romani intervistati.

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